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16.03.2012

2012_03_12_Startup

Una start-up per cambiare il mondo

Muhammad Yunus, Premio Nobel per la pace nel 2006, “padre” del microcredito e fondatore della Grameen Bank, ha dato origine a un movimento partendo da una semplice domanda: “Se sei una persona socialmente consapevole, perché non gestisci la tua attività in un modo che contribuisca al raggiungimento degli obiettivi sociali?”

Oggi, sembra che i veri eredi della visione di Yunus siano i giovani imprenditori del settore tecnologico, gli stessi che stanno cambiando il modo di fare business di tutti quanti. Il loro ambito, il “social business”, non ha in sé nulla di nuovo, ma questi under 35 cercano di alleggerire problemi enormi come la povertà globale, i cambiamenti climatici e persino i conflitti armati attraverso l’impresa commerciale. Il loro obiettivo? Usare i processi di business per produrre un impatto sulla società e sull’ambiente. Perché, come dice Ciara Byrne: “Cosa c’è di meglio di un milione di dollari? Cambiare un milione di vite!”

Samasource, Kapor Capital, PayNearMe, Kiva sono solo alcune delle realtà che ci stanno provando. Christina Farr, su VentureBeat, ci racconta le loro storie. [leggi l’articolo integrale, in inglese]

(questo post è stato pubblicato in origine sul sito dei Circoli di ascolto organizzativo)

I contenuti di questo post sono rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 (CC BY-NC-SA 3.0).

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Giovanna Tinunin

Giovanna Tinunin

Autore

Si occupa di storytelling, ascolto e conversazione all’interno delle organizzazioni e segue progetti sulla comunicazione interna ed esterna, in particolare quelli legati al marketing territoriale. Qui la troverete spesso. Se non vi basta, cercatela sul suo social network "preferito", Twitter, come @platipuszen

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