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The Village per i comunicatori di domani

Lo scorso autunno, è partito a Udine il Master di I livello in Digital Marketing, organizzato dall’Università degli Studi. A inizio percorso, anche un modulo sulle competenze trasversali, il cui protagonista è stato proprio The Village

Un’occasione formativa di alto profilo promossa da un Ateneo come quello udinese, sempre attento a immaginare occasioni di crescita originali e al passo coi tempi, nata dalla crescente ricerca di professionisti in grado di organizzare e gestire la comunicazione attraverso strumenti digitali e social media.

Perché ti parliamo di un percorso formativo che intende formare specialisti nella gestione della comunicazione digitale, su sito web o social media, con un profilo particolarmente attento alla gestione dei contenuti? Perché alla base di qualunque buona comunicazione, c’è sempre lo sforzo di costruire una relazione con le persone (non coi target!) a cui vogliamo far conoscere chi siamo e cosa abbiamo loro da proporre. La relazione, però, va costruita tramite un percorso di consapevolezza che parte dalle proprie caratteristiche e talenti, dall’ascolto dei bisogni e da un allenamento all’interazione con l’altro. Chi si occupa di comunicazione ha bisogno di lavorare su questi tre aspetti fondamentali e quale strumento meglio di The Village può supportare questo esercizio quotidiano? :-)

Pensiamo solo a a quanto scriveva nel 2012 su questo blog, a proposito della carta del Narratore, Giovanna Tinunin, che ha portato The Village a Udine:

L’interconnessione resa possibile dal web 2.0 ha trasformato quindi quello che prima era broadcasting, “trasmissione” di contenuti in un’unica direzione, in conversazione e questo pone delle questioni cui il Narratore non può sottrarsi. La conversazione riguarda qualunque tema, realtà pubblica e privata, ma anche le singole persone e il Narratore può farne parte solo se accetta di stare al gioco, solo se è disposto ad ascoltare quello che hanno da dire gli altri prima di esprimere il suo pensiero o raccontare una storia.

Tutto questo ha importanti risvolti per il mondo delle organizzazioni, per esempio, perché le obbliga a ripensare le modalità di creazione e diffusione di quella che è la loro narrazione principale (oggi si chiama storytelling) ovvero il brand. In un mondo interconnesso, in cui hanno luogo continuamente conversazioni su ogni cosa, è chiaro che non è più pensabile un’unica versione “ufficiale” di una storia, la mancanza di verifiche, l’accettazione di un messaggio che viaggia a senso unico: la narrazione presuppone un feedback (e il coraggio di gestire anche quelli negativi).
Sul piano aziendale, queste conversazioni, se portate avanti nel modo corretto e integrandosi con la strategia aziendale, possono diventare un modo per creare valore. Ecco che il Narratore può diventare cerniera fra mondi diversi (che è poi il suo “mestiere di sempre”), raccontare la visione di un’organizzazione all’esterno, stare in ascolto delle conversazioni che hanno luogo attorno a un prodotto o a una realtà aziendale, aiutare le organizzazioni a parlare con quelli che dovrebbero essere i destinatari della sua attività. Diventando amico delle nuove tecnologie e cogliendone il grande potenziale in termini di empowerment per le persone, il Narratore può diventare realmente lo strumento di collegamento fra interno ed esterno di un’organizzazione.

Deve però accettare che le storie nascono ormai da una narrazione condivisa, che in una storia ci sono tante storie, perlomeno tutte quelle di coloro che prendono parte alla conversazione globale in corso oggi.

Rileggendolo oggi, questo testo ci appare un po’ datato e molto ci sarebbe da dire su cosa significa co-costruire narrazioni significative all’interno delle organizzazioni, per esempio attraverso i patti comportamentali, di cui The Village è stato strumento di facilitazione negli ultimi anni. Resta, però, la convinzione che il discorso attorno alla comunicazione non si possa scindere dal lavoro sulla relazione.

Quindi è con grande piacere che abbiamo portato il nostro villaggio dentro questa bella prima edizione del Master, cui auguriamo tante altre edizioni!

Se poi avete la curiosità di scoprire qualcosa in più sul Master, sul sito dell’Università di Udine trovate tutte le info del caso.

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