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01.10.2012

2012_10_01_Legislatore

Le regole del gioco: il Legislatore fra rigore e sviluppo

Per scoprire le migliori regole della società, sarebbe necessaria un’intelligenza superiore che vedesse tutte le passioni senza provarne alcuna, che non avesse alcun rapporto con la nostra natura pur conoscendola a fondo, che avesse una propria felicità e che tuttavia volesse occuparsi della nostra, infine che, nello svolgersi dei tempi potesse lavorare in un secolo e godere in un altro, preparandosi a una gloria lontana. Sarebbero necessari gli dèi per dare delle leggi agli uomini“.
J.J. Rousseau

Una curiosità congenita, il desiderio di saperne di più sui fatti, sulle persone e sul mondo, ma anche spirito critico e la voglia di approfondire, di scendere a fondo nelle cose, andando oltre gli aspetti superficiali, rifiutando interpretazioni scontate, spiegazioni già date di situazioni o problemi. La serie Inside the Village, dedicata all’esplorazione delle figure di The Village, si occupa questa settimana del Legislatore.

All’interno del villaggio, il Legislatore è la figura che racchiude e trasmette il senso del dovere, le regole sociali, i valori, ma anche la capacità di aiutare, consigliare, proteggere e sostenere. È colui che mostra e ribadisce come fare bene le cose, che fornisce regole coerenti e allo stesso tempo flessibili. È in grado di potenziare la propria capacità di negoziazione delle regole, interviene in modo non svalutante, sostenendo i comportamenti proattivi. Le sue direttive mirano autenticamente a raggiungere obiettivi comuni, a gestire la complessità perseguendo la giustizia. In famiglia è il fratello maggiore che insegna con pazienza al fratello minore ad andare in bicicletta, è la madre che fissa le regole per il buon vivere comune ma che è in grado di negoziarle nella relazione con il figlio adolescente.
Chi ha dentro di sé i tratti spiccati di questa figura usa la parola e l’idea per costruire regole o modelli. Rispetto al comunicatore, utilizza il linguaggio in modo maggiormente concettuale e si muove in un contesto meno sociale, tende a confrontarsi con il rigore interno del metodo e della conoscenza. Il suo ruolo è fondamentale quando si tratta di dare continuità e sistematicità alle visioni o di consolidare la dimensione del cambiamento.

Pensiamo, ad esempio, il romanzo La fattoria degli animali. In questa acuta satira orwelliana gli animali, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e tentano di creare un nuovo ordine fondato sul concetto di uguaglianza. A guidare la rivoluzione tre maiali che si riconoscono per ingegno, eloquenza e per essere gli unici ad aver imparato a leggere e a scrivere. “Ormai era stata accettata l’idea che i maiali, palesemente più intelligenti degli altri, avessero potere decisionale su tutto ciò che riguardava la gestione della fattoria”. Il Vecchio Maggiore è un maiale rispettato da tutti gli altri animali poiché ritenuto molto saggio. Ha un aspetto imponente, ma non minaccioso. Egli introduce le teorie fondamentali e gli ideali su cui la rivoluzione si dovrà basare: l’Animalismo. Nel suo discorso iniziale riduce una complessa filosofia in massime, che possono essere facilmente comprese da tutti gli animali. Palla di Neve è un rivoluzionario sincero, “Spesso grazie ai suoi discorsi brillanti si assicurava la maggioranza alle riunioni del consiglio… non faceva che proporre innovazioni e migliorie…” Diventa però ossessionato dalla costruzione del mulino a vento e non si rende conto che gli altri animali non capiscono le sue idee sul rinnovamento della fattoria. L’eccessivo idealismo e integralismo e la distanza dal mondo reale sono i suoi punti critici che ne determineranno poi l’allontanamento dalla fattoria. Viene infatti messo in disparte da un avversario più furbo e crudele, Napoleone, il quale tradirà gli ideali di uguaglianza e fraternità proclamati al tempo della rivoluzione.

Leggi la II puntata del viaggio: La giusta distanza: l’equilibrio fra regole e relazione

I contenuti di questo post sono rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 (CC BY-NC-SA 3.0). L’immagine a colori è tratta da un classico del cinema inglese, la versione animata realizzata dallo studio Halas & Batchelor nel 1954 ed è di proprietà della BBC (il film si trova, in versione integrale, su YouTube).

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2 Risposte a “Le regole del gioco: il Legislatore fra rigore e sviluppo”

  1. […] primo post dedicato al Legislatore, abbiamo visto che l’attenzione all’ordine, il bisogno innato di ridurre l’incertezza nella […]

  2. […] Il Legislatore Ama l’ordine, crede nel valore delle regole e vorrebbe disciplinare la società. Teme il caos ed è impietoso. […]

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Giovanna Tinunin

Giovanna Tinunin

Autore

Si occupa di storytelling, ascolto e conversazione all’interno delle organizzazioni e segue progetti sulla comunicazione interna ed esterna, in particolare quelli legati al marketing territoriale. Qui la troverete spesso. Se non vi basta, cercatela sul suo social network "preferito", Twitter, come @platipuszen

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