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16.10.2012

2012_10_16_Giovanni Tavaglione

“Face the Change”, il Master sostenibile

La scorsa settimana abbiamo annunciato la nascita di  FACE THE CHANGE: A New Manager Connection, il Master per lo sviluppo delle competenze manageriali che punta sui concetti di network e di eccellenza. Oggi, ne riparliamo con Giovanni Tavaglione, direttore scientifico del percorso, per farci raccontare com’è nata l’idea di questa nuova avventura.

G.: Giovanni, partiamo dall’inizio: da dove nasce l’idea di un percorso di alto livello in un momento di tale difficoltà per il panorama economico italiano?

Giovanni: Esattamente da questo, in altre parole dall’idea della crisi. Oggigiorno, se ne sente parlare ovunque, soprattutto nei contesti organizzativi. Trascorrendo gran parte del mio tempo nelle aziende e vedendo il grande potenziale spesso inespresso presente al loro interno, a un certo punto ho cominciato a chiedermi cosa si potesse fare di concreto per far incontrare questo bacino di talento con l’esigenza di affrontare le sfide della crisi in modo più incisivo. Tutti ci chiediamo come affrontare la crisi e come gestire il cambiamento determinato da un mondo che cambia e che non segue più le regole a cui eravamo abituati. Il tema, se vogliamo, è poi sempre quello di come fare le scelte giuste.

G.: La domanda non è nuova.

Giovanni: No, infatti. Ogni generazione, forse dall’inizio del mondo, si è posta le stesse domande. Il contesto storico-politico, la struttura della società e la profondità dei problemi hanno generato, di volta in volta, risposte diverse. Nel mondo delle organizzazioni, soprattutto in fasi economiche difficili come quella che stiamo vivendo, queste domande si fanno ogni giorno più pressanti. La sfida è quella di trovare però risposte innovative, in grado di uscire dalla logica classica del binomio problema-soluzione. La verità è che non esistono più soluzioni pre-confezionate. Questo, se da una parte spaventa, dall’altra apre infinite possibilità, spalancando le porte alla sperimentazione, al vero elemento rivoluzionario dell’organizzazione odierna: la persona e il talento di cui è portatrice.

G.: Come si inserisce, in questa riflessione, il tema del network, centrale all’interno di FACE THE CHANGE?

Giovanni: Oggigiorno, ormai, viviamo in un mondo interconnesso: così come la crisi è generalizzata così è difficile immaginare che una singola realtà isolata possa uscirne da sola. Certo, esistono i vari settori, ma spesso sono attraversati da correnti sotterranee di concorrenza più o meno leale, per cui può capitare che, a parole, anche chi condivide lo stesso tipo di ambito professionale, lo stesso mercato, e così via proclami la necessità di lavorare insieme per uscire dal tunnel della crisi, quando in realtà ciascuno cerca disperatamente di inventarsi qualcosa che gli faccia fare uno scatto in avanti, gli dia quel vantaggio competitivo utile a surclassare la concorrenza. È un’esperienza del mondo aziendale che facciamo tutti, sia chi la vive dall’interno sia chi, come noi, vi entra da consulente e ha quindi uno sguardo in un certo senso esterno su questo mondo.
Da anni, lavoro nelle aziende e vedo quanto questo atteggiamento sia premiante sul breve periodo (a volte, nemmeno quello) ma fallisca nel diventare sostenibile, nel creare modelli di miglioramento continuo in grado di far davvero crescere e prosperare un’organizzazione. Ho cominciato a riflettere sul fatto che, forse, non sono sbagliate le risposte, bensì le domande. Proviamo a farci domande diverse.

G.: E che domande ti sei fatto?

Giovanni: Tantissime! (ride) Fra quelle a cui ho pensato, la mia preferita è questa: Se provassimo a trovare linee di sviluppo comuni o, quantomeno, elaborate in modo comune, per consentire a tutti di crescere? Affrontare il cambiamento significa trovare il coraggio, l’umiltà e la motivazione di guardarsi in faccia per scegliere le strade che vogliamo percorrere. A questo coraggio sono chiamati tutti coloro che vogliono incidere nei processi di cambiamento invece di arrendersi al fatalismo della ‘crisi’.
Ho immaginato che sarebbe stato bello creare uno spazio di lavoro su se stessi e di apprendimento che consentisse un confronto reale fra esperienze tutte diverse, ma di eccellenza. Un percorso intenso che consentisse di toccare con mano il modo in cui colleghi provenienti da altre realtà stanno vivendo il processo di cambiamento, avere la possibilità di rivedersi in loro e di fare il punto sul proprio percorso personale e, soprattutto, professionale. Un contenitore capace di far emergere le risposte dal confronto con gli altri e a partire dal proprio talento.
Da qui è nata l’idea di FACE THE CHANGE, un modo per portare questa esperienza di scambio e di miglioramento nella propria quotidianità professionale.

G: Il senso, quindi, è quello di un viaggio comune in cui ciascuno, a partire dalla propria realtà di eccellenza, metta in rete saperi, conoscenza e voglia di lavorare su di sé.

Giovanni: Esatto, ma c’è anche altro. Il percorso prevede la creazione di un vero e proprio Project Work, che ciascun partecipante andrà a costruire con l’aiuto e il confronto con i compagni di percorso, ma anche di mentor, testimonial e coach esterni, che di volta in volta saranno ospiti del Master per condividere le proprie esperienze e dare feedback molto specifici sui singoli progetti. Al termine del percorso, ci sarà poi un esame finale da cui ciascuno uscirà con un punteggio che abbiamo chiamato FCS (Face the Change Score), il quale vuole esprimere, da una parte, una valutazione del potenziale manageriale e, dall’altra, contribuire alla creazione di un vero e proprio ranking del talento. L’idea è quella di creare via via una community formata dai corsisti e da tutte le figure di alto livello che entreranno in contatto col Master, per continuare a relazionarsi in un’ottica di scambio e di networking professionale.
In questo modo, sarà possibile continuare a lavorare sul cambiamento e sullo sviluppo del talento in un’ottica di miglioramento continuo, che poi è il senso di tutto il nostro lavoro in DOF. Per me, FACE THE CHANGE è esattamente questo, un “master sostenibile”, in grado di dare i suoi frutti nel tempo, ben oltre la fine di un percorso formativo.

Vi ricordiamo che le selezioni per il Master sono aperte. Se volete avere più informazioni, potete SCARICARE la Brochure FACE THE CHANGE o contattare direttamente Giovanni Tavaglione (giovanni.tavaglione@dofcounseling.com) o Laura Beriotto (laura.beriotto@dofcounseling.com), coordinatrice scientifica del percorso.

Leggi il post di presentazione ufficiale del Master.

 

I contenuti di questo post sono rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 (CC BY-NC-SA 3.0). Image © Thomas Lenardi.

 

 

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3 risposte a ““Face the Change”, il Master sostenibile”

  1. [...] LEGGI L’INTERVISTA A GIOVANNI TAVAGLIONE, DIRETTORE SCIENTIFICO DI FTC [...]

  2. [...] leggendo l’intervista a Giovanni Tavaglione. Tag: face the change • leadership • Master • network • talentoTweet !function(d,s,id){var [...]

  3. [...] LEGGI L’INTERVISTA A GIOVANNI TAVAGLIONE, DIRETTORE SCIENTIFICO DI FTC [...]

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Giovanna Tinunin

Giovanna Tinunin

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In DOF segue l'area comunicazione e social media, curando fra l'altro i contenuti dei siti della nostra "galassia". Si occupa di storytelling, ascolto e conversazione all’interno delle organizzazioni e segue progetti sulla comunicazione interna ed esterna, in particolare quelli legati al marketing territoriale. Qui la troverete spesso. Se non vi basta, cercatela sul suo social network "preferito", Twitter, come @platipuszen

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