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17.12.2012

2012_12_16_Folli Guerrieri Custodi del fuoco

La storia imprenditoriale di DOF in un libro sull’eccellenza

Il 18 dicembre alle 18.00 verrà presentato a Trieste (presso la sala Tommaseo dell’NH Hotel di via Cavour 7) una raccolta di interviste che prende il titolo da alcune figure di THE VILLAGEFolli, Guerrieri e Custodi del fuoco è un viaggio fatto di parole e immagini, raccolte da un triestino che ha sempre voluto scrivere un libro sulla sua città. Ad aprire questa carrellata di eccellenze, DOF e la sua storia imprenditoriale!

Francesco Russo ha 43 anni e 4 figli ed è uno di quelli che continua a credere con ostinazione che il mondo si possa cambiare, magari un passetto alla volta. Storie di donne e uomini “normalmente speciali” che si raccontano all’autore con la sincerità che di solito si riserva agli amici, senza omettere difficoltà, dubbi e cadute, ma sempre testimoniando l’incrollabile fiducia nell’impresa che avevano sognato e nelle risorse che sono stati poi capaci di attivare attorno a sé. Esempi positivi (ma non per questo facili), intrisi di quell’entusiasmo e determinazione che rendono possibili anche le sfide all’apparenza più grandi di noi.

Chi sono i folli, i guerrieri e i custodi del fuoco che danno il titolo a questa raccolta di storie? Abitanti di un villaggio ideale, sono i portatori di spirito creativo e innovazione, i coraggiosi che credono nella forza del “fare”, quelli che “guardano sempre avanti”, ma senza dimenticare i valori, l’anima e la passione della comunità. Portatori sani di avventure collettive. Soprattutto, come spiega il curatore nell’introduzione, ciò che accomuna le 6 storie è l’idea forte di una “scommessa “plurale”, un gioco di squadra che ha caratterizzato da subito ciascuno dei protagonisti e che li ha portati a realizzare avventure collettive, esperienze capaci di cambiare e dare senso alla propria vita e anche a quella di tanti intorno a loro.

Ci piace moltissimo come lo spiega Francesco:

“… dialoghi, dunque, con persone che hanno saputo coltivare i loro sogni, le loro ambizioni e i loro progetti, e che raccontano di come tutto ciò sia potuto diventare realtà. Rappresentano piccole-grandi storie di successo, “buone pratiche”, esempi positivi di cui abbiamo un gran bisogno in un momento storico che sembra consegnarci solo eroi in negativo, disillusioni e la sensazione che l’impegno dei singoli si anneghi in una crisi generale che deprime gli slanci e le prospettive di futuro. Sono la dimostrazione, tangibile e concreta, che … il domani non è scritto.”

DOF è un trenino colorato

La storia che apre il volume è proprio quella del nostro Alessandro Rinaldi, anima e fondatore di DOF, esperto di sogni che diventano realtà e di futuri da riscrivere. Alessandro era chiamato all’arduo compito di raccontare le varie dimensioni e le sfaccettature di questa avventura umana e professionale che è DOF. Come se la sarà cavata? A parer nostro, molto bene, perché è riuscito a mostrare come da un percorso personale, fatto di ricerca costante di scoperta e consapevolezza di se stessi e del mondo, si possa arrivare a fondare una società che si occupa di consulenza e formazione in modo assolutamente alternativo. Ecco quindi fare la loro comparsa le radici nel Counseling, gli interventi all’interno delle grandi aziende, il lavoro di sperimentazione con i Ministeri e le PA (l’esperienza dei Circoli di ascolto organizzativo), la scommessa sulla facilitazione e sul lavoro con le comunità sociali (con The Village), l’esperienza centrale di DMAV, il Social Art Ensemble che porta la dirompenza dell’arte e della relazione anche nei contesti più inediti, per far riflettere i gruppi e le comunità sul senso del loro stare assieme e restituirlo in un’opera d’arte…

Si percepisce la vitalità della filosofia che Alessandro ha infuso in DOF e che ha funzionato da attrattore di tutti coloro che oggi compongono il nostro team e che ci consente ogni giorno di fare “buoni incontri” sempre nuovi:

“…trovo che un progetto esclusivamente individuale, basato sulla massima valorizzazione di se stessi, possa funzionare per un breve periodo di tempo e, prima o poi, possa correre il rischio di diventare qualcosa di grottesco, a meno che non si fondi su un’idea di lavoro con la comunità e per la comunità. Ai miei occhi, almeno, accade questo. Nell’idea di comunità trovano spazio le generazioni più che gli individui. Io sento di volerne far parte: da quella con cui sono cresciuto a quelle con cui mi trovo a lavorare. Le generazioni sono i colori di una comunità. Credo sia importante, quindi, lavorare su se stessi, farlo insieme a chi ci circonda, ponendosi l’obiettivo, però, di farlo per la crescita della comunità stessa. Un unico fiore, infatti, per quanto possa essere colorato, è facile da sradicare.”

Alessandro usa un’altra immagine divertente, quando parla di DMAV, ma in realtà andrebbe benissimo per DOF nel suo insieme:

“…una specie di trenino colorato, sui cui vagoni sono salite molte persone che, nel corso degli anni, hanno voluto fare un po’ di strada assieme, condividendo principalmente dei valori. Con queste persone abbiamo cominciato un viaggio, a volte strampalato, con un susseguirsi di vecchie e nuove amicizie. Un viaggio intenso, con una visione chiara rispetto al suo significato sociale.”

 

Nel libro vengono raccontate altre 5 storie: ci sono Barbara Franchin, rabdomante di giovani talenti nel mondo della moda internazionale; Mike Sponza, artista di notte e imprenditore di giorno (ma sempre nel segno della musica); Elena Gianello, che insegna ai giovani come rompere, attraverso lo sport, il muro della “normalità”; Benjamin Zidarich, in grado di far decantare nella splendida cantina scavata nella roccia la fatica e la cultura del suo Carso. E ancora Diego Bravar, la cui start up diventata grande impresa è un pezzo di Silicon Valley e di sogno americano innestato a Padriciano.

Folli, Guerrieri e Custodi del fuoco è dunque un libro di incontri con pionieri di innovazione che si muovono nei campi più disparati, senza paura di ribellarsi alle consuetudini, pensando ogni tanto fuori dagli schemi, prendendosi cura del benessere collettivo, del bene comune, dello sviluppo armonico di una “città dell’uomo a misura d’uomo“. E quindi, finalmente intelligente.

Per noi di DOF, che proprio sull’intelligenza delle comunità lavoriamo quotidianamente cercando di dare il nostro contributo, siamo molto fieri di far parte di questo progetto e onorati che un pezzetto di noi !

Il curatore

Francesco Russo insegna Storia della scuola e Politiche della formazione all’Università di Udine e si è occupato – nella sua ricerca – dell’incontro possibile fra i mondi della formazione, della ricerca e dell’innovazione, ma anche del dialogo tra le realtà locali, il mondo della ricerca e quello dell’impresa. Dal 2011 è la forza propulsiva dietro “Appunt[A]menti – Dialoghi per costruire la città”, un progetto di cittadinanza partecipativa che nasce dal desiderio di utilizzare metodologie innovative di ascolto, di coinvolgimento delle persone e di valorizzazione delle idee per lavorare sullo sviluppo sociale e politico della città di Trieste.

Il libro

Il curatore ha scelto di raccontare questa avventura solo su FACEBOOK, dove sta costruendo un racconto fatto di pezzettini del libro, ma anche di squarci nella vita dei suoi protagonisti, di riflessioni su cosa significa innovare e sul concetto di comunità. Vi consigliamo di seguirlo, gli spunti di riflessione sono davvero tanti e interessanti :) https://www.facebook.com/FolliGuerrieriCustodidelfuoco

Hashtag ufficiali per ritrovare il libro su TWITTER e INSTAGRAM: #FolliAndCo e #raccontamiTrieste

Il libro verrà presentato ufficialmente martedì 18 dicembre alle 18.00 a Trieste, presso la sala Tommaseo dell’NH Hotel di Corso Cavour 7 (scarica l’invito).

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Una replica a “La storia imprenditoriale di DOF in un libro sull’eccellenza”

  1. Micheal scrive:

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Giovanna Tinunin

Giovanna Tinunin

Autore

Si occupa di storytelling, ascolto e conversazione all’interno delle organizzazioni e segue progetti sulla comunicazione interna ed esterna, in particolare quelli legati al marketing territoriale. Qui la troverete spesso. Se non vi basta, cercatela sul suo social network "preferito", Twitter, come @platipuszen

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