2012_07_25_Dersu_Uzala

L’uomo della taiga

Nella vita e nelle azioni di tutti i giorni, il Custode del fuoco è spesso figura discreta che si muove negli ambienti e tra le persone in modo silenzioso, apparentemente non impegnato in grandi azioni ma in piccoli gesti che creano un’atmosfera confortevole per chi ci vive. Tra tutte le figure del villaggio, è tra le meno appariscenti e sociali ma è una presenza sottile che ha un grande impatto sull’atmosfera e sull’ambiente.

Dersu Uzala è il piccolo cacciatore Hezhen protagonista di uno dei più bei film di Akira Kurosawa.* Quando una spedizione di soldati russi, inviati ad esplorare la taiga per compiere delle rilevazioni, si imbattono in Dersu, scatta subito una profonda simpatia umana tra il loro comandante e quello strano essere che è sempre vissuto tra le magnifiche betulle e il clima estremo della Siberia.
Dersu Uzala è un cacciatore, ma anche un individuo in contatto con la corrente dei valori perenni dell’umanità. Per lui, il cosmo è un immenso essere vivente. La luna, il sole, la tigre, gli alberi, il vento, il fuoco: sono tutte creature viventi da rispettare e avvicinare con la prudenza e la cura che si devono agli esseri umani.

Dersu è un vero Custode del fuoco, attento a preservare la corrente sotterranea dei valori che rappresentano la base delle relazioni umane. Non possiamo rispettare gli altri se non rispettiamo la scintilla di vita che si coglie nel crepitio del fuoco e se non impariamo a leggere, con amore e attenzione, i segni che annunciano l’arrivo di una creatura selvaggia o l’impeto di una tempesta.
I valori, sembra dirci Dersu, sono tali se vengono accompagnati dalla coerenza di una pratica quotidiana. In una delle scene più belle del film, i soldati si apprestano a lasciare una capanna abbandonata in cui hanno passato la notte. Prima di andarsene, Dersu chiede della legna asciutta e un po’ di sale. Stupiti da quella richiesta apparentemente bizzarra, i soldati gli chiedono a cosa gli possono servire legna e sale. Dersu li vuole lasciare nella capanna, perché un’altra persona, arrivando infreddolita, potrebbe trovare conforto, accendere un fuoco, mangiare qualcosa.

Il dono come valore, l’attenzione senza contropartita, la gratuità del gesto a favore dell’altro. Sono cose che i Custodi del fuoco ci ricordano di preservare e di farcene, a nostra volta, custodi.

 

* Realizzato nel 1975 e Premio Oscar come Miglior Film straniero l’anno successivo, Dersu Uzala – il piccolo uomo delle grandi pianure è una co-produzione nippo-sovietica. È tratto da due libri: uno dal titolo omonimo del 1923 e l’altro intitolato Nel profondo Ussuri, scritti entrambi dall’esploratore russo Vladimir Klavdievic Arsen’ev, in cui racconta le sue numerose esplorazioni nel Sichote-Alin’, una regione della Siberia, durante i primi anni del XX secolo.

Leggi la I puntata: Il Custode del fuoco e l’equilibrio degli ecosistemi

 

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