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01.06.2012

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Chi lavora di più? Ce lo dice l’OCSE

Chi lavora di più? In una ricerca dell’OCSE i dati dei 34 paesi che la compongono.

Uno dei parametri su cui valutiamo la “pesantezza” del nostro lavoro è la sua durata: quante ore del giorno (o della notte) trascorriamo lavorando? Nel nostro paese, sappiamo che – tolte alcune eccezioni che interessano particolari categorie di lavoratori – il tetto di ore lavorative settimanali è fissato per legge a 40 e chi ha modo di confrontarsi con colleghi o persone che vivono in altri paesi (soprattutto negli Stati Uniti) sa che spesso veniamo criticati per questo e stimolati a darci più da fare ed essere più produttivi. Altrove la situazione è molto diversa e variegata. L’Unione Europea, ad esempio, ha stabilito con una direttiva sull’orario di lavoro che non si possano superare le 48 ore settimanali (vincolo da cui è però esclusa la Gran Bretagna, dove è concesso al lavoratore superare questa soglia, ma solo se lo desidera e non per effetto di costrizione).

Resta comunque difficile operare un confronto a livello globale, in quanto non sono disponibili dati comparabili. Ci ha provato ugualmente l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Il risultato è il grafico riportato di seguito e pubblicato sul sito della BBC, che indica le ore medie lavorate annualmente nei 34 paesi sviluppati che fanno parte dell’OCSE. A passarsela peggio sono i lavoratori della Corea del Sud, seguiti da quelli cileni, greci (che quindi sarebbero gli europei che lavorano di più), russi, fino ad arrivare ai fortunati (almeno da questo punto di vista) olandesi. L’Italia, in questa classifica del carico di lavoro, si posiziona al 12° posto, subito dietro la repubblica Ceca e appena sopra la Nuova Zelanda.

Lavorare di più o lavorare meglio?

Viene però da chiedersi se il numero di ore lavorate corrisponda davvero alla produttività. In altre parole, lavorare di più significa sempre lavorare meglio? Per avere un quadro più completo bisognerebbe conoscere i dati, per esempio, di tutti i paesi che fanno parte del BRICS (oltre alla Russia, che c’è, anche Brasile, India, Cina e Sudafrica), in modo da capire se lavorare di più significhi effettivamente essere più produttivi e crescere in proporzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I contenuti di questo post sono rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 (CC BY-NC-SA 3.0). L’immagine in evidenza è presa da QUI.

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Giovanna Tinunin

Giovanna Tinunin

Autore

Si occupa di storytelling, ascolto e conversazione all’interno delle organizzazioni e segue progetti sulla comunicazione interna ed esterna, in particolare quelli legati al marketing territoriale. Qui la troverete spesso. Se non vi basta, cercatela sul suo social network "preferito", Twitter, come @platipuszen

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